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Elenco delle pubblicazioni del Prof. Biagio D’Aniello

 

La produzione principale, che ha un valore valutativo ai fini della caratterizzazione scientifica del soggetto, comprende pubblicazioni scientifiche internazionali su riviste indicizzate e contributi in libri ed enciclopedie internazionali.

La produzione minore, che non ha alcun valore nel caratterizzare la qualità scientifica del soggetto, consta di alcuni libri e capitoli di libri di testo, una decina di pubblicazioni minori in riviste non indicizzate e una settantina di pubblicazioni in proceedings di convegni.

 


 

Produzione scientifica principale

PROFILO SCOPUS

PROFILO GOOGLE SCHOLAR

PROFILO RESEARCH GATE


 

L'obiettivo di questa ricerca è stato quello di tentare di capire il significato dell'amminoacido D-Asp nell'encefalo, utilizzando come modello sperimentale un mollusco.


Nel mollusco gasteropode Aplysia limacina è stata rilevata una certa quantità di acido D-aspartico (D-Asp), che viene sintetizzato a partire dall'acido L-aspartico grazie ad un enzima racemasi. Nei gangli cerebrali, addominali, boccali e pedali mediante HPLC sono state rilevate concentrazioni del D-Asp comprese tra 3,9 e 4,6 mmol/g. L'analisi immunoistochimica condotta mediante l'uso di anticorpi specifici su cellule neuronali in coltura ha permesso di dimostrare la presenza del D-Asp nei corpi cellulari, ma anche nei bottoni sinaptici. Iniezioni di D-Asp nell'animale o la sua aggiunta nei mezzi di coltura dei neuroni causa un significativo incremento del cAMP. Questi studi hanno permesso di ipotizzare che il D-Asp possa essere utilizzato anche come neurotrasmettitore.

 

Gli altri temi di ricerca:

Neuroanatomia, ontogenesi ed evoluzione di alcuni sistemi di neuropeptidi
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Differenziamento delle cellule secernenti LH e FSH
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Evoluzione e ontogenesi di componenti neuronali connesse con le funzioni olfattive
  • Modifica
Orientamento degli embrioni di rana nel campo magnetico terrestre
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Polimorfismi strutturali nell’encefalo del salmone
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Biodiversità e impatti antropici
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In quest’ambito le ricerche effettuate sono state concentrate sulle componenti neuronali del salmone. L'obiettivo di queste ricerche è stato indirizzato verso lo studio dell'evoluzione delle strutture neuronali nel contesto ambiente in cui sono utilizzate, al fine di comprendere il significato zoologico degli adattamenti funzionali osservati. In particolare, si è cercata una correlazione tra il tipo di cervello e comportamento riproduttivo.


Nell’ambito delle ricerche sulla distribuzione di diversi neuropeptidi nell’encefalo di alcune specie di salmone, ci si è accorti che alcune strutture presentavano una morfologia variabile. Così, è stato iniziato uno studio sistematico sulla forma e l’estensione di diverse componenti encefaliche (nucleo preottico, il nucleo laterale tuberis, il recesso preottico e le commessure anteriore e posteriore) in Oncorhynchus nerka, riesaminando gli encefali conservati e campionandone di nuovi. I risultati hanno mostrato che oltre al noto dimorfismo sessuale presente nell’encefalo dei pesci, nei salmoni era anche presente un dimorfismo intraspecifico. In particolare, le varie componenti studiate rispondevano a due tipologie diverse nei maschi e due nelle femmine. In entrambi i casi è stato notato un pattern intragenerico con elementi o spostati in posizione più anteriore, oppure con tutte le strutture studiate disposte più posteriormente lungo l’asse anteroposteriore dell’encefalo, senza gradi intermedi. Questi pattern sono stati denominati “rostral e caudal” (r e c rispettivamente). Inoltre, nel nucleo preottico dei salmoni maschi e femmine con “pattern r”, c’era un numero significativamente più alto di neuroni; in più, nelle femmine con entrambi i pattern i neuroni nella parte magnocellulare del nucleo preottico erano di dimensioni maggiori. Le variazioni intersessuali possono riflettere differenze nel controllo dei meccanismi riproduttivi, mentre per quelle intrasessuali non si hanno indicazioni. Forse possono essere collegate al diverso comportamento riproduttivo dei maschi dei salmonidi in cui esistono riproduttori normali e opportunisti. Nessuna correlazione è possibile per i due diversi pattern nelle femmine, in cui comportamento sessuale sembra essere omogeneo.

 

Gli altri temi di ricerca:

Neuroanatomia, ontogenesi ed evoluzione di alcuni sistemi di neuropeptidi
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Differenziamento delle cellule secernenti LH e FSH
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Evoluzione e ontogenesi di componenti neuronali connesse con le funzioni olfattive
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Orientamento degli embrioni di rana nel campo magnetico terrestre
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Biodiversità e impatti antropici
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L'acido D-aspartico nel sistema nervoso di invertebrati
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In quest’ambito le ricerche effettuate sono state rivolte verso lo studio della biodiversità, in particolare in funzione degli impatti antropici, anche al fine di fornire linee guida per una migliore gestione territoriale.

Vertebrati

 

Mediante escusioni periodiche e analisi storiche è stata studiata la diffusione della fauna in alcune aree della Campania. In particolare è stata analizzata la distribuzione degli anfibi e dei rettili nei monti Picentini. Sulle specie censite è stata anche prodotta un’analisi sulla distribuzione altitudinale, rilevando una maggiore concentrazione di specie tra i 600 e gli 800 metri slm. I risultati hanno mostrato che tutte le specie di anfibi diffuse in Campania sono anche presenti sui monti Picentini. Ciò è stato collegato alla ricchezza del sistema idrografico del sistema montuoso, quindi variatà di ambienti idonei alla riproduzione. Da segnalare la consistenza delle popolazioni di Salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), che sono in rarefazione in tutta la penisola e la stazione riproduttiva più meridionale dell’areale di distribuzione del tritone punteggiato (Triturus vulgaris: ritrovamento personale). Un altro dato interessante è stata l’osservazione dell’alta incidenza d’individui melanici nella biscia dal collare (Natrix natrix) e nella vipera (Vipera aspis). Quest’effetto potrebbe essere un adattamento al clima particolarmente rigido dell'area di studio.

Diversamente da quanto osservato sul complesso dei monti Picentini, le propaggini occidentali dei monti del Partenio e la Piana Campana corrispondente hanno presentato una fauna erpetologica molto più rarefatta, e anche gli uccelli e i mammiferi sono scarsamente rappresentati. In particolare, è stata accertata forte rarefazione dell'ululone dal ventre giallo (Bombina pachypus) nel vallone Serroncello, dove quest’anfibio aveva siti riproduttivi lungo il corso del torrente Clanio. Ciò è probabilmente dovuto alla cementificazione degli argini del corso d’acqua, che ha prodotto un accelerazione del flusso idrico e la scomparsa delle pozze laterali; d’altronde gli scarichi urbani fecali nei “Regi lagni” hanno determinato la quasi totale scomparsa di tutte le specie autoctone legate agli ambienti umidi; inoltre, la razzia sistematica dei nidi dei rapaci ne ha prodotto un’estrema diminuzione. Dato particolarmente interessante è stato il rinvenimento di un nido di poiana con 7 piccoli (in letteratura era riportato un massimo di 6 uova), anch’esso depredato; infine, da segnalare l’occasionale ritrovamento di aculei di Istrice (Hystrix cristata) in prossimità delle pendici orientali del monte Somma, un dato relativo probabilmente ad un animale sfuggito alla cattività, in quanto nel territorio la sua presenza è citata solo storicamente.

L'impatto antropico effettivo e quello potenziale su alcuni popolazioni di vertebrati distribuiti nell’area dei monti del Partenio e della Piana Campana è considerevolmente negativo, specialmente in quest’ultima area. In particolare, sono stati individuati come fattori di disturbo il taglio intensivo dei boschi, l’attività pastorale, la fitta rete di sterrati montani, le discariche, l’utilizzo dei pesticidi e le cave estrattive. Inoltre, sono state fornite le linee guida generali per una corretta gestione della fauna locale, mai ottemperate.

 

Lepidotteri


Il SIC denominato “Monti di Lauro”, codice IT8040013, ha una superficie di 7040 ha, è localizzato nella regione Campania e ricade nelle province di Avellino e Salerno. Si tratta di un territorio montuoso o collinare le cui vette principali superano di poco i 1000m s.l.m.. Nei versanti a nord del SIC domina la vegetazione boschiva, i cui maggiori elementi sono rappresentati da alberi di castagno e nocciolo; laddove nelle aree esposte a sud prevale una vegetazione erbacea annuale con lembi più o meno estesi di macchia mediterranea arbustiva o frammisti ad essa. Fra questi si riconoscono 6 tipi di habitat d’interesse comunitario. In questa area nel corso di circa 2 anni, è stata studiata la biodiversità dei lepidotteri ropaloceri mediante transetti mirati e catture, cercando di coprire tutte le tipologie vegetazionali. In questo modo sono state individuate oltre 60 specie di ropaloceri, appartenenti a 7 famiglie, di cui i licenidi ne comprendono il maggior numero. Le popolazioni sono generalmente piuttosto consistenti nei versanti a sud dell’area di studio, mentre i versanti a nord presentano meno specie. Importante segnalare che alcune entità, come Melanargia arge, divenute rare in tutto il loro areale di distribuzione, nel SIC risultano invece ancora relativamente abbondanti. La presenza in questo sito di 6 habitat d’interesse comunitario e di una specie di ropalocero (M. arge) elencata nell'Allegato II della direttiva 92/43/CEE, giustificano l’inclusione dei Monti di Lauro nei siti d’interesse comunitario. Questo sito è anche caratterizzato da un ottimo stato di conservazione del territorio, di cui fanno fede anche le dimensioni ridotte dell’area rapportate al buon livello di biodiversità dei ropaloceri.

Nell'ambito del SIC è stata comparata la composizione popolazionistica delle farfalle sui Pianori di Campo Somma (CS) e Prada (PP) localizzati ad un'altidudine di circa 850m con una vegetazione a praterie montane. Il pianoro CS è condotto a fieno da taglio, quello PP a pastorizia. I risultati hanno mostrato che In PP c'erano 45 specie di farfalla, mentre in CS solo 28. La comparazione della ricchezza di specie, l'abbondanza, l'equiripatizione, la dominanza e gli indici di Simpson e Shannon–Wiener, hanno permesso di dimostrare che l'impatto del taglio del fieno è molto più forte rispetto alla pastorizia nel determinare squilibri nella composizione della comunità di lepidotteri ropaloceri.

 

Gli altri temi di ricerca:

Neuroanatomia, ontogenesi ed evoluzione di alcuni sistemi di neuropeptidi
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Differenziamento delle cellule secernenti LH e FSH
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Evoluzione e ontogenesi di componenti neuronali connesse con le funzioni olfattive
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Orientamento degli embrioni di rana nel campo magnetico terrestre
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Polimorfismi strutturali nell’encefalo del salmone
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L'acido D-aspartico nel sistema nervoso di invertebrati
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L'obiettivo principale di questa ricerca è stato quello di tentare di capire il significato zoologico nel contesto ambientale dell'orientamento preferenziale degli embrioni di rana secondo il campo magnetico terrestre.

Questo studio è stato compiuto congiuntamente sugli embrioni di popolazioni di Rana dalmatina russe e del sud dell’Italia. Le ovature, contenenti uova a diversi stadi dello sviluppo, sono state fotografate, dopo aver deposto sopra un bastoncello orientato secondo le linee di forza del campo magnetico terrestre. I risultati hanno indicato che il primo piano di segmentazione e l’asse cranio-caudale degli embrioni erano significativamente orientati secondo il campo magnetico terrestre in entrambe le popolazioni. Solo in un gruppo sperimentale di rane russe, le cui uova erano state soggette a fenomeni di congelamento e scongelamento ripetuti, l’orientamento è risultato casuale. Viene proposta l’ipotesi che il campo magnetico terrestre abbia influenza sull’organizzazione del citoscheletro durante le mitosi. Non è chiaro se il fenomeno abbia un significato adattativo.

 

Gli altri temi di ricerca:

Neuroanatomia, ontogenesi ed evoluzione di alcuni sistemi di neuropeptidi
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Differenziamento delle cellule secernenti LH e FSH
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Evoluzione e ontogenesi di componenti neuronali connesse con le funzioni olfattive
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Polimorfismi strutturali nell’encefalo del salmone
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L'acido D-aspartico nel sistema nervoso di invertebrati
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