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Fiumicino Annachiara

Immortalità negli idrozoi?

Sconfiggere la morte è da sempre uno dei desideri più grandi dell’uomo. In un territorio a limite tra etica e fantascienza si muovono alcuni ricercatori per riuscire a trovare l’elisir di lunga vita. Ma se questo esistesse già in un animale?
La Turritopsis nutricula, comunemente chiamata comeidromedusa immortale, come ci può apparire chiaro dal nome, invece di morire e dunque portare a termine un ciclo di vita, scende sul fondo e si ritrasforma in polipo. Le sue cellule da specializzate tornano ad essere totipotenti attivando un fenomeno noto come transdifferenziamento. La maggior parte delle specie di meduse ha una durata di vita relativamente fissa, che, a seconda della specie, varia da alcune ore a molti mesi. Le meduse hanno un ciclo biologico che prevede una fase di medusa e una fase esistenziale che le vede vivere sui fondali marini come polipi. La fase del polipo è quella iniziale e prodromica allo sviluppo delle meduse. Una volta raggiunto lo stadio medusa, questi organismi si riproducono sessualmente e da questa si generano nuovi polipi; ora, dopo la riproduzione le meduse, di norma, muoiono. L’idromedusa immortale ,invece , conduce un ciclo regolare della vita, ma dopo la maturazione e l’accoppiamento ritorna al suo stato iniziale, un polipo. Difatti, nel momento in cui le condizioni ambientali sono favorevoli, dal polipo si sviluppa una nuova fase di medusa, e così di seguito, infinitamente. Il transdifferenziamento permette dunque a cellule, come quelle muscolari, di perdere la loro specializzazione morfologica e ritornare ad uno stadio totipotente attraverso il quale possono essere prodotte nuove cellule con differenti caratteristiche. Processi parziali di questo tipo sono presenti anche in altri animali, come tritoni e lucertole che possono rigenerare alcune parti del loro corpo, ma la straordinarietà della turritopsis nutricula è la capacità di riportare indietro l’orologio biologico come nessun altro animale al mondo. Le meduse inoltre sono un esempio di adattamento particolarmente ingegnoso in quanto in mare aperto non ci sono superfici rigide contro le quali urtare, quindi non c’è bisogno di una struttura corporea robusta. Sono costituite al 90% da acqua e la sua forma gelatinosa le permette la stessa galleggiabilità dell’acqua che la circonda. Si è evoluta per la vita nel mare, diventando essa stessa parte organizzata dall’acqua. Inutile sottolineare quanto l’immortalità dell’idromedusa è la caratteristica che attira di più l’attenzione degli scienziati che hanno potuto avere modo di studiarla per la sua diffusione, originaria dei Caraibi e giunta in tutto il mondo. A questo punto ci chiediamo se sarà mai possibile testare sull’uomo l’immortalità e riuscire dunque a sconfiggere una paura che da sempre tormenta l’uomo: il tempo.

Bibliografia:

Piraino S, Boero F, Aeschbach B, Schmid V (1996). Reversing the Life Cycle: Medusae Transforming into Polyps and Cell Transdifferentiation in Turritopsis nutricula (Cnidaria, Hydrozoa). Viol. Bnll. 190: 302-3 12.

 

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