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Irma Madani Jayawardana Arachchige

Esplosione evolutiva delle balene

Ricercatori dell’università neozelandese di Otago hanno messo a punto una nuova ricerca che ha ricostruito  l’albero genealogico dei cetacei più grandi al mondo: le balene. Questo albero genealogico comprenderebbe sia specie esistenti che quelle estinte, risalendo fino a 40 milioni di anni fa.

Una ricostruzione simile fu effettuata  precedentemente , ma questa risulta essere più ricca di informazioni, in quanto è stato utilizzato un numero maggiore di fossili datati.  Tale ricerca dimostra le relazioni che intercorrono tra le balene e gli esatti periodi in cui queste si sono evolute.  Questo nuovo albero genealogico permette agli studiosi di estimare:

  • Il numero di specie di balene
  • Somiglianze e differenze tra specie diverse
  • La velocità con la quale le balene si sono evolute

Il professor Fordyce, uno degli autori della ricerca, sostiene che ci sia stato una “evolutionary boom”, un’esplosione evolutiva, molto simile a quella dei fringuelli di Darwin. Tale esplosione avvenne in un periodo di raffreddamento globale, quando l’oceano del Sud si aprì e formò una grossa corrente marina che tuttora porta sostanze nutrienti che sono alla base della catena alimentare marina. I ricercatori hanno scoperto che durante questa prima fase, le balene si erano evolute in specie differenti, ognuna delle quali si differenziava dall’altra per la forma del corpo o per il tipo di strategia alimentare adoperata.

Sorprendentemente queste antiche specie erano diverse da quelle attuali: ad esempio, solo alcune avevano i fanoni (lamine che servono per espellere l’acqua e trattenere i pesci), altre ancora avevano i denti ben sviluppati ed erano abili nella caccia. Queste specie convissero solo per un breve periodo, ma poi, solo le specie con i fanoni sopravvissero, mentre quelle con i denti sviluppati si estinsero. Non è ben nota la causa, ma si ipotizza che fosse dovuta alla comparsa di nuovi mammiferi dentati, quali delfini e foche. Ebbero successo le balene che avevano sviluppato i fanoni e di conseguenza, l’alimentazione “a filtro”: tutte le altre specie (le più piccole) lentamente si estinsero, lasciando sulla Terra solo le specie giganti. La loro scomparsa coincise con l’inizio dell’era glaciale , quando il cibo scarseggiava e ci fu la necessità di migrare da zone polari a quelle equatoriali. Ancora oggi, la migrazione delle balene è una caratteristica che rende possibile la sopravvivenza di questi mammiferi.

Bibliografia:

Felix G. Marx, R. Ewan Fordyce (2015). Baleen boom and bust: a synthesis of mysticete phylogeny, diversity and disparity. DOI: 10.1098/rsos.140434 Published 15 April 2015

 

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